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giovedì 08 gennaio 2009 18:36

Osservatorio Balcani
 

Commenti dei lettori all'articolo: Il nuovo mito del Kosovo

(11-20/20)

Messaggi mostrati: 
Message Autore: jasmina Data e ora: 13.03.2008 14:55
x shkodrani
Ma tu hai già finito di festeggiare? Goditi la tua indipendenza e lascia i nostri miti in pace. O vuoi diventare un mito pure te?
 
Message Autore: shkodrani Data e ora: 12.03.2008 19:35
shqiperia etnike
Enzo non ti arrabbiare per come sono andate le cose in Kosovo.vedi il lato positivo adesso avrai una nuova guerra persa da celebrare,un mito in corso di costruzione, ti manca solo di trovare il nuovo Car Lazar e tutti i serbi ritornerano felici e saranno al passo coi tempi visto che hanno un mito recente e non uno vecchio di 600 anni.poverini
 
Message Autore: jasmina Data e ora: 12.03.2008 10:56
il comming out di dorijan
Dorijan, stiamo forse assistendo ad un tuo comming out?
 
Message Autore: dorjan Data e ora: 09.03.2008 11:50
per ENZO
ENZO,LASCIAMO STARE LA REPUBBLICA DEL KOSOVA...MA LE BANANE SECONDO ME TE LE PUOI METTERE DA UNA PARTE...
 
Message Autore: Zoti Data e ora: 08.03.2008 08:11
a Redazione
Si, Enzo la Repubblica di Kosovo sarà un banana in altro senso. Servirà per i servi,e schiavi del male a chiudergli i buchi di tutti i tipi,fisici e mentali,dalla bocca fino all ultima tesa razzista.A quelli che alimentano il buio e non capiscono il diritto principale dell umanità.Questi buchi grandi creati nel tempo da loro che mettono assieme sempre l’inteligenza con la cattiveria del killer devono essere chiusi con la forza. Contro il male quanto individuale tanto collettiva non c’e altra alternativa quando vogliamo un mondo migliore.Gli kosovari vogliono un mondo migliore e gli hanno accettao in questo gruppo che ha una forza nutrito dalla giustizia assoluta che viene dal passato ed continua preparando il futuro milgiore per ogni casa del mondo.
 
Message Autore: Zeri-dodonise Data e ora: 07.03.2008 17:26
Servira'
Si, Enzo la Repubblica di Kosovo sarà un banana in altro senso. Servirà per i servi,e schiavi del male a chiudergli i buchi di tutti i tipi,fisici e mentali,dalla bocca fino all ultima tesa razzista.A quelli che alimentano il buio e non capiscono il diritto principale dell umanità.Ed uno di loro che purtroppo, non sono pochi nel mondo sei anche tu. Questi buchi grandi creati nel tempo da loro che mettono assieme sempre l’inteligenza con la cattiveria del killer devono essere chiusi con la forza. Contro il male quanto individuale tanto collettiva non c’e altra alternativa quando vogliamo un mondo migliore.Gli kosovari vogliono un mondo migliore e gli hanno accettao in questo gruppo che ha una forza nutrito dalla giustizia assoluta che viene dal passato ed continua preparando il futuro milgiore per ogni casa del mondo.
 
Message Autore: jasmina Data e ora: 06.03.2008 18:54
quale è la violenza buona?
Cara Danijela, ho letto con attenzione il tuo articolo. Lo condivido in parte. Sono d'accordo che i giovani serbi non hanno mai viagiato e non hanno molti modi di comunicare con i loro coetanei stranieri. E' questo è un problema. In più, questo è la generazione che e nata e cresciuta nella guerra e con i valori e miserie che essa con se porta, è la generazione che cresce sola in una durissima transizione dove i genitori non esistono perchè fanno 2-3 lavori per sopravvivere. Per il resto, avrei delle obbiezioni: quando buttavano giù Milosevic e bruciavano il Parlamento allora le violenze vanno bene? Perchè ora quando si toglie una parte del territorio sovrano ad un paese bruciare le ambasciate non è tolerabbile? In più fatto da una picolissima parte dei ragazzi. La vera tragedia di tutto questo è quel povero Zoran Vujovic, quello è la tragedia grandissima. Dire poi che "nessuno ci ha preparati all'indipendenza del Kosovo" è semplicemente falso. E tu stessa ti contraddici dicendo che non si parlava d'altro nelle scuole, a casa, al lavoro, da per tutto. Su b92 proprio non si parlava d'altro, su tutti i giornali. Che certamente si sperava in un esito positivo, mi sembra ovvio. Ma che tutti sapevano che l'avrebero dichiarata è altrettanto vero. In che modo si doveva preparare la popolazione a non subire il trauma, mi fai capire? Solo dichiarando che nel caso di indipendenza, noi lo accetteremo. Ma questo non è la posizione ne del governo ne della popolazione.
 
Message Autore: Enzo Data e ora: 06.03.2008 17:09
Serbia risorgi!
Bene! Avanti così! Bisogna estendere e radicalizzare il boicottaggio in tutti i settori della nuova Repubblica delle banane, cioè lo Stato barzelletta del Kosovo. Se si procederà decisamente e con intelligenza in questa direzione, la implosione della Repubblica delle banane è solo questione di tempo, malgrado tutti gli sforzi e le ingenti somme che l'Europa sborserà per puntellare questo obbrobrio internazionale. Chi ci rimetterà dalla implosione sarà soprattutto la malavita organizzata, che non avrà più il suo centro di riferimento nelle Istituzioni statali del Kosovo (chiamiamole così, anche se si rischia di offendere tutte le Istituzioni statali di qualsiasi altro stato del mondo, tipo il Burundi e il Ciad).
 
Message Autore: eri Data e ora: 06.03.2008 15:48
verita
si puo' obbietare o no questo articolo ma non si puo dire che gli serbi non sapevano niente dei masacri in kosovo,con fosse cumuni a belgrado, e invece per quanto riguarda la situazione attuale siano ben informati, la dirigenza serba e' rimasta la stessa tranne milloscevic percio' anche i metodi di disinformazione sono rimasti gli stessi.
 
Message Autore: Carmine Data e ora: 06.03.2008 12:09
Disinformazione
La parte piú scioccante dell'articolo, secondo me, è dove dice "Qualcuno ci ha preparato per la dichiarazione unilaterale di indipendenza o per un qualsivoglia altro scenario sfavorevole? Di tutto ciò i cittadini della Serbia non sapevano un bel niente eccetto il piccolo numero di coloro che di queste e simili questioni si occupano professionalmente;"... Scioccante ma non sorprendente. Eppure c'è chi ritiene che solo serbi (e croati) siano in grado di comprendere la realtà dei Balcani. Mistificatori o illusi in buona fede? In entrambi i casi la disinformazione imperante non è foriera di soluzioni sensate.
 
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