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giovedì 08 gennaio 2009 15:11

Osservatorio Balcani
 

Commenti dei lettori all'articolo: Il cuore nel pozzo: intervista a Leo Gullotta

(1-10/14)

Messaggi mostrati: 
Message Autore: ELLINA Data e ora: 05.04.2005 00:09
ho bisogno di un aiuto
Ascoltate .. vi kiedo un favore grandissimo.. la mia nipotina ha 5 anni. Ha visto questo film ke le ha provocato degli stati d'animo molto forti... qsto film gli è entrato nel cuore e vorrebbe rivederlo. Vorrei tanto accontentarla.. Me lo chiede sempre.. Ho chiesto a degli amici ma nessuno lha registrato.. se qualcuno di voi lha fatto sarebbe così gentile da farmelo sapere??? la mia mail è ellina_83@msn.com .......... vi pago le spese di spedizione ... il costo del dvd o della videocassetta .. per favore!!! grazie ... ;)
 
Message Autore: Fabio Mosca Data e ora: 04.03.2005 20:31
testimone
Riporto dal quotidiano triestino Il Piccolo del 5 novembre 2001, la testimonianza di Raffaello Camerini, ebreo, classe 1924. Testimonianze come questa sono ignorate dalla stampa nazionale e dalle reti TV. Esiste forse una censura "patriottica" residuale del Minculpop sulla vergognosa guerra fascista? «Nel luglio del 1940, ottenuta la licenza scientifica, dopo neanche un mese, sono stato chiamato al lavoro "coatto", in quanto ebreo, e sono stato destinato alle cave di bauxite, la cui sede principale era a S. Domenica d'Albona. Quello che ho veduto in quel periodo, sino al 1941 - poi sono stato trasferito a Verteneglio - ha dell'incredibile. La crudeltà dei fascisti italiani contro chi parlava il croato, invece che l'italiano, o chi si opponeva a cambiare il proprio cognome croato o sloveno, con altro italiano, era tale che di notte prendevano di forza dalle loro abitazioni gli uomini, giovani e vecchi, e con sistemi incredibili li trascinavano sino a Vignes, Chersano e altre località limitrofe, ove c'erano delle foibe, e lì, dopo un colpo di pistola alla nuca, li gettavano nel baratro. Quando queste cavità erano riempite, ho veduto diversi camion, di giorno e di sera, con del calcestruzzo prelevato da un deposito di materiali da costruzione sito alla base di Albona, che si dirigevano verso quei siti e dopo poco tempo ritornavano vuoti. Allora, io abitavo in una casa sita nella piazza di Santa Domenica d'Albona, adiacente alla chiesa, e attraverso le tapparelle della finestra della stanza ho veduto più volte, di notte, quelle scene che non dimenticherò finchè vivrò (...). Mi chiedo sempre, pur dopo 60 anni, come un uomo può avere tanta crudeltà nel proprio animo. Sono stati gli italiani, fascisti, i primi che hanno scoperto le foibe ove far sparire i loro avversari. Logicamente, i partigiani di Tito, successivamente, si sono vendicati usando lo stesso sistema. * ------------------------------------------------- * in realtà furono proprio i minatori delle miniere di bauxite della valle dell'Arsa che vi gettarono fascisti e direzione delle miniere quasi al completo anche per vendicare il disastro mineriario del '40 rimasto impunito. Testimoniato da Galliano Fogar e Guido Miglia in una trasmissione della Rai Regionale FVG ed in diversi loro scritti. Il Camerini evidentemente non lo sapeva. -------------------------------------------------------- E che dire dei fascisti italiani che il 26 luglio 1943 hanno fatto dirottare la corriera di linea - che da Trieste era diretta a Pisino e Pola - in un burrone con tutto il carico di passeggeri, con esito letale per tutti. (. . .) Ho lavorato fra Santa Domenica d'Albona, Cherso, Verteneglio sino all'agosto del `43 e mai ho veduto un litigio fra sloveni, croati e italiani (quelli non fascisti). L'accordo e l'amicizia era grande e l'aiuto, in quel difficile periodo, era reciproco. Un tanto per la verità, che io posso testimoniare». Per gli slavi il risultato del ventennio fascista e del triennio bellico 1940-43 fu la fuga dall'Istria di circa 60.000 persone. Purtroppo a rafforzare il nazionalismo anti-italiano fu ancora una volta il fascismo mussoliniano che nella seconda guerra mondiale portò l'Italia ad aggredire i popoli jugoslavi. Quell'aggressione tra il 6 aprile 1941 e l'inizio di settembre 1943 fu caratterizzata dalle brutali annessioni di larghe fette di Croazia e Slovenia e da una lunga serie di crimini di guerra. Per ordine dello stesso Mussolini e di alcuni generali si giunse alle scelte più draconiane dei comandi militari italiani. Ne derivarono «rapine, uccisioni, ogni sorta di violenza perpetrata a danno delle popolazioni». Nelle regioni della Croazia annesse all'Italia dopo il 6 aprile `41 si ripetè quanto avvenuto in Istria dopo la Grande Guerra: si ricorse ad ogni mezzo per la snazionalizzazione e l'assimilazione, provocando inevitabilmente l'ostilità delle popolazioni. Nella toponomastica, per cominciare da questo aspetto non cruento dell'occupazione, fu recitata una vera e propria tragicommedia, avendo come regista il prefetto della Provincia del Carnaro e dei Territori Aggregati del Fiumano e della Kupa, Temistocle Testa. Con suo decreto dell'8 settembre 1941 fu ordinato di «adottare senza indugio i nomi italiani di tutti quei luoghi (comuni, frazioni, località) che (secondo lui) erano da secoli italiani e che la ventennale dominazione jugoslava ha trasformato in denominazioni straniere». Ma ben presto, dopo aver battezzato città, comuni, villaggi e frazioni, si passò a distruggere col fuoco quelli, fra di essi, che non tolleravano l'italianizzazione né l'occupazione. In data 30 maggio 1942 il Prefetto Testa, rese noto con pubblici manifesti di aver fatto eseguire l'internamento nei campi di concentramento in Italia di un numero indeterminato di famiglie di Jelenje dalle cui abitazioni si erano allontanati giovani maggiorenni senza informarne le autorità. Ma non si limitò alle deportazioni. Con un manifesto si rendeva noto: «Sono stase rase al suolo le loro case, confiscati i beni e fucilati 20 componenti di dette famiglie estratti a sorte, per rappresaglia». La rappresaglia continuò. Non c'è villaggio sul territorio di quelli che furono chiamati Territori Aggregati e/o Annessi a contatto con l'Istria e la regione del Quarnero, che non abbia avuto case bruciate o sia stato interamente raso al suolo; non ci fu una sola famiglia che non abbia avuto uno o più membri deportati oppure fucilati. ----------------------------------------------------
 
Message Autore: Manlio Bastoni Data e ora: 03.03.2005 21:21
x gli arkbobo
bravo arkbobo. Anche se non hai visto il film (non hai perso molto, stai tranquillo) sei riuscito a dire delle cose molto importanti in modo semplice ed efficace.
 
Message Autore: Anonimo Data e ora: 03.03.2005 20:08
:)
Pace sia!
 
Message Autore: arkbobo Data e ora: 03.03.2005 12:55
Paura
Scusate se mi permetto di scrivere senza aver visto il film (che quindi non commenterò). Vorrei solamente dire che questo clima "creato ad arte" non mi piace. Secondo me nei nazionalismi c'è la "madre" di tute le guerre, non solo quella passate ma anche quelle future. Non mi piace quando noi italiani puntiamo il dito gratuitamente su errori altrui. Prima dovremmo pensare a quello che abbiamo fatto agli altri sia durante il periodo nazi-fascista sia dopo (tenendo celato, impedendo di consegnare i nostri criminali di guerra, scarsa informazione, ecc...). Quello che mi spaventa veramente è che ogni popolazione è tristemente simile all'altra. Ognuno ha i suoi scheletri nell'armadio, i suoi liberatori, i suoi "errori-criminali di guerra" che non vengono consegnati alla giustizia neanche dopo essere diventate "nazioni buone". Confesso di aver paura. E' come se esistessero dei sotterranei segreti simili a quelli del film "undergraund" ma creati nelle nostre menti e pronti a venir fuori a portare odio appena la situazione lo permette. Non voglio dire che non bisognerebbe scavare nei ricordi, ma farlo per motivi propagandistici potrebbe essere molto pericoloso. Questo è un ruolo che secondo me spetta agli storici veri. Ai registi di "finzioni" Vorrei proporre che da oggi si lavori per mettere in luce ognuno i nostri sbagli e non quelli degli altri. Purtroppo questo rimarrà un sogno, come quando da bambino volevo sempre andare in cima al monte per cercare di vedere quella che io chiamavo "iugovvavvia". Abito in un paesino delle marche e non sono mai riuscito a scorgere nulla oltre il mare. Forse questa è solamente una leggenda ma ogni tanto ci riprovo. Per me il mare adriatico "è" la siepe di Leopardi e le regioni balcaniche "sono" quello che ancora devo scoprire di me stesso e degli uomini. Vi prego signori registi-sceneggiatori non fermate il mio sogno di bambino alimentando stupidi odi con film di propaganda (e sia ben inteso che non avendolo visto non mi riferisco a questo film in particolare). Pace a tutti.
 
Message Autore: Anonimo Data e ora: 27.02.2005 03:28
Tito
Basta con sto Tito, Masacratore ecc. Era Capo supremo militare, comandante, come Roswelt, Chercil che hanno bombardato, uciso. Monte Casino, Dresda, Nagasaki, Roma - S. Lorenzo, ecc. Poì arrivavanoanni di guerra freda. In Stati Uniti c'era "cacia alle strege". Imediatamente dopo la guerra tutti i stati cercavano a far fuori comunisti di stampo sovietico. Cosi anche Tito. Finita la guerra freda. Fini tutto. "Il Cuore nel pozzo" e propaganda di Don Camilo contro Peppone. Che poi non era tutto cosi, non fa niente, basta che vince DC.
 
Message Autore: Cristiano Data e ora: 16.02.2005 14:38
Critica sul film
Non posso parlare della veridita' degli eventi che si susseguono nel film perche' non sono abbastanza informato sull'entita' e sulla motivazione dei massacri compiuti ad opera delle milizie titine. Tanti dicono che e' stata una reazione dovuta al razzismo fascista, dacche' violenza genera violenza. Ma puo' essere questa una giustificazione? Gli esuli istriani a Trieste possono raccontare cosa significa lasciare tutto, casa, affetti, ricordi d'infanzia, li, dietro ad un confine che fino a solo pochi decenni fa rappresentava quai un muro invalicabile. La porta verso il comunismo. Il comunismo non ha mai portato niente di buono a quanto pare. Nemmeno il fascismo si intende. Tutti gli estremismi sono pericolosi. Comunque centinaia di migliaia di persone hanno sofferto nel silenzio, perche' voluti dimenticare. Sul film posso dare piu' che altro un giudizio critico. Stile classico italiano, che per forza di cose deve strappare lacrime. Per arrivare al fine si mescolano bene preti, orfanotrofi, mamme eroiche, stupri e, immancabile ciliegina sulla torta, bambini che soffrono. Sulla trama del film si poteva lavorare di piu' di sicuro. Ad esempio non si capisce chi puo' essere il fesso che inseguito da un plotone pieno di mitra e fucili e pronto ad ucciderti pensa a sposarsi. Insomma questo e' stato proprio patetico. Forse il film manca un po' di maturita'. L'interpretazione di Gullotta e' stata comunque a mio giudizio buona, quella di Fiorello ancora meglio. Bravo. E chi l'avrebbe detto a vederlo fare tanti anni fa il Karaoke. La sceneggiatura anche mi e' sembrata positiva. In ultima analisi gli darei un 6/7.
 
Message Autore: giuseppe Data e ora: 15.02.2005 22:48
simboli di pace
secondo me, l'aspetto di ambientazione storica ha fatto perdere a molti un aspetto importante del film: la sua luce catollica. pur non essendo praticante ho avvertito come molto importante e azzeccata, nel trattare un tema cosi' delicato, l'idea cristiana di non cercare la rivincita, che le soluzioni ai problemi non si trovano con la forza e con le ricreminazioni. Lo stesso Novak mostra un lato umano in un momento della storia. E alla fine Ettore e Anja che fuggono insieme non e' forse un simbolo di una convivenza possibile? (tra popoli, etnie,..diversi insomma)
 
Message Autore: Rosario Data e ora: 10.02.2005 19:12
Un film bellissimo
Per me il film non intende raccontare la storia delle foibe perchè io che le conoscevo prima del film so che sono state visìcende molto più tragiche di quelle appena scorse nel film e anche se fosse una ricostruzione io non vedo il motivo per non far sapere al mondo questo atto di grande barbaria
 
Message Autore: pao Data e ora: 10.02.2005 12:47
no a polemiche ideologiche
su questo ed altri siti (indymedia, ecc.) ho trovato molto commenti critici all'istituzione della giornata del ricordo e alla programmazione del film. La maggior parte di questi interventi si basa su questo assunto: foibe e violenze sono comprensibili come risposta al fascismo. Questa giustificazione non regge. In primo luogo il fascismo, sebbene un regime totalitaristico, violento e repressivo, non diede mai luogo ad eccidi di massa in tempo di pace (durante la guerra ci furuno campi di conentramento come quello di Arbe-Rab). E le foibe arrivarano a guerra ormai conclusa, con i tedeschi sconfitti. Anche se fossero morti soltanto criminali fascisti, sarebbe stata comunque un massacro inumano. Senza tribunale, senza sepoltura, per far sparire ogni traccia. Ma non ha senso neanche cercare di fare una statistica tra morti per il fascismo e morti per le foibe. Alla fine della guerra, l'Italia, seppur distrutta e lacerata, riprendeva il cammino verso la democrazia, da li' a poco sarebbe diventata una repubblica. Invece quelle terre passarono da una dittatura all'altra: dal fascismo al comunismo di Tito. Senza poter scegliere, senza referendum. Persino dopo aver raggiunto un largo successo diplomatico annettendo non solo la parte a maggioranza croata dell'Istria ma la sua quasi totalità; la jugoslavia non rispettò il trattato di pace e procedette ad una annessione di fatto del territtorio libero di trieste zona B. Tito per assicurarsi di tenere bene in saldo il potere doveva "eliminare" ogni elemento discordante, diverso, che poteva minargli il potere. Iniziò quindi a perseguire le comunità autoctone italiane e albanesi. Ci sono documenti storici inconfutabili della volonta' di Tito di eliminare la comunità italiana presente in Istria e Dalmazia. Ancora durante la guerra, Tito diede false informazioni agli alleati sulla posizione dell'esercito avversatio alleati in modo che Zara (isola italiana in Dalmazia, 90% di italiani residenti) venisse bombardata durissamente; i titini puntarono dritto su Trieste ancora prima di liberare Zagabria: Tito disse "occupazione vuol dire al 90% annessione". Eccetera. [Non sono uno storico, ma i libri di Oliva sono molto validi, e assolutamente non ideologici e senza pregiudizi.] Pochi anni più tardi, finito l'esodo degli italiani, sarà la volta degli stalinisti: finiranno nei campi di concentramento titini come Goli Otok, tra crudelta' inumane. Tra di loro molti comunisti italiani del contro-esodo, che andarono in Jugoslavia a cercare il paradiso del comunismo e invece finirono nel modo peggiore il loro idealismo. Per questo bisogna ricordare, perché tutti i totalitarsmi sono fonte di orrore e morte. Perchà l'Italia l'antifascismo ce l'ha nel DNA, sta scritto nella costituzione. Ma in Croazia continuano a dedicare piazze e monumenti a Tito, uno dei più grandi assassini dell'umanità.
 
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