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Autore: Alex | Data e ora: 31.10.2006 08:38 |
| Kosovo 1913 secondo Casimiro | ||
| Kosovo oggi: ""Indimenticabili le parole del colonnello Castellano, che comandava nel marzo 2004 i paracadutisti italiani della zona «I serbi non hanno possibilità di movimento, nemmeno tra una enclave e l'altra». Ora il Kosovo è un mostro giuridico, un protettorato militare all'infinito, zona franca delle mafie internazionali, pronto all'indipendenza, cavalcata sia dagli Stati uniti sia da buona parte della comunità internazionale come conclusione etnica della «guerra umanitaria». Il fatto è che tutti hanno taciuto perchè in Kosovo «è sempre stato marzo ed è durato per tutti gli anni di amministrazione Unmik», ha spesso ricordato Ennio Remondino. Non c'è solo da restaurare. I monasteri di Decani, Gracanica e Pec ancora non sono stati distrutti. La salvaguardia della loro integrità, non come difesa delle radici cristiane d'Europa - vogliamo forse un'altra guerra di religione, «umanitaria», stavolta contro i cattivi di turno, gli improbabili musulmani albanesi? -, ma come difesa degli insediamenti umani multietnici, può essere un obiettivo nuovo, se esiste tanta coscienza diffusa del disastro provocato dalla Nato che poteva essere evitato. http://italy.peacelink.org/conflitti/articles/art_19246.html Come dire: a buon intenditor........... | ||
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Autore: Casimiro | Data e ora: 28.10.2006 19:45 |
| x Alex | ||
| Che il Kosovo sia stato trattato come una COLONIA l'ho desunto da uno scritto del socialista Tucovic che vedendo i villaggi albanesi distrutti dall'artiglieria serba, i massacri e le deportazioni, descriveva questi fatti come: " i crimini più brutali , commessi sinora solo nelle colonie d'oltremare. " E Popovic scrisse: "Non si può che essere inorriditi dagli orizzonti etici e politici ristretti e miserabili dei nostri comandanti militari che considerano eroico il massacro a sangue freddo di decine e centinaia di albanesi; o da un'opinione pubblica borghese che assolve moralmente queste bestialità suscitando ancor di più la voluttà della distruzione degli albanesi e delle loro famiglie...poiché questi propositi sono lanciati da gente che si ritiene ai livelli più alti della piramide sociale e politica della Serbia" Dushan Popovich era segretario del partito socialista democratico serbo nel 1913, e sostituiva il Tucovic che era stato richiamato... | ||
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Autore: enzo | Data e ora: 20.10.2006 21:17 |
| continuazione | ||
| ”, una delle tante dittature dell’Europa che dopo la 2° guerra poté esistere in quanto bilanciata (Macedonia, le 2 province autonome, e la Costituzione ‘74 che garantiva alle repubbliche il diritto dell’autodeterminazione fino alla SEPARAZIONE). Suppongo che sei a conoscenza delle cause economiche che portarono alla stagnazione e al crollo del sistema socialista titino. Le richieste partite da SLO e HR per riforme, apertura e decentramento furono rigettate dal blocco antiriformista (Belgrado e satelliti) che rispose con egemonia (serba) e socialismo e la centralizzazione della federazione(!!!). Il resto è noto. Una coscienza di comune appartenenza jugoslava non era radicata, lo “jugoslavismo” era una nozione più ideologica, che facilmente si dileguò di fronte a quello dell’appartenenza nazionale (questo tra l’altro è il fallimento della dottrina di Tito). Ecco perché la Jugoslavia venne smontata. La JNA dominata dai serbi sarebbe dovuta rimanere nelle caserme, schierandosi (contro i civili) perse la legittimità. E con la scomparsa del vecchio ordine mondiale venne meno il suo ruolo di paese cuscinetto tra i due blocchi. Tanti presupposti, no? Infine la mia non è un’ossessione alla ricerca del colpevole, del responsabile, che comunque è chiarissmo, mi pare di aver detto che le concause della tragedia jugoslava sono più di una, essendo la principale quella del nazionalismo serbo, cui Milosevic peraltro fu solo l’esecutore e il manipolatore, ma non il creatore. | ||
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Autore: enzo | Data e ora: 20.10.2006 21:17 |
| a luigi | ||
| Luigi, lungi dal riproporre le innumerevoli teorie di cospirazione antijugoslava è bene attenersi a fatti e documenti storici univoci e inconfutabili, e non soggetti a una “diversa chiave di lettura” (appunto, la storia non è un opinione). Liberissimo quindi di esprimere le tue analisi e conclusioni, purché corroborate da fatti e documenti altrettanto solidi, il resto è speculazione.Quanto alle tue domande: 1. Mi pare d’aver detto: “metà degli albanesi fini dentro i confini della Serbia … - SENZA NESSUNA GARANZIA DI PROTEZIONE NAZIONALE”, ovvero senza nessun diritto nazionale. Certo, se gli albanesi nel Kosovo avessero avuto il trattamento degli altoatesini dubito moltissimo che avrebbero sviluppato il separatismo fino alla lotta armata. Ne è un esempio la storia degli albanesi nel Montenegro, che ha riservato a loro un ben diverso e più umano trattamento, pur non idilliaco. Riguardo alla “metà” forse hai ragione: il 50% si riferisce a tutti gli albanesi rimasti fuori, ovvero anche a quelli finiti in Montenegro e Grecia. Fatti i conti si può scendere forse al 45%. Ti sconsiglierei inoltre le fonti serbe, che volentieri confondono gli Albanesi coi turchi (ci sono state varie ondate di espulsioni, di albanesi verso la Turchia, su questo presupposto sia tra le guerre che negli anni ’50); 2. (Chi la voleva smontare?) La Jugoslavia cosi come era stata concepita nel 1918 era una creatura artificiosa serbocentrica, un’entità “nata male”, una delle tante dittature dell’Europa che dop | ||
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Autore: Alex | Data e ora: 20.10.2006 11:27 |
| Discorsi "istruttivi" | ||
| Ho seguito con interesse la discussione e ho rimarcato alcune cose nei discorsi di Enzo e Casimiro. Loro perorano la causa albanese in Kosovo con gran fervore e assoluta certezza del diritto alla secessione ed all'indipendenza di quella provincia. Un passante non coinvolto potrebbe chiedersi: come mai tutti,Sloveni,Croati,Bosgnacchi,Macedoni Albanesi e domani magari Ungheresi hanno diritto a secedere e a ritagliarsi il proprio staterello e non i Serbi di Croazia, non i Serbi di Bosnia, non i Serbi del Kosovo,non i Serbi del Montenegro ??? Ma dove sta allora la tanto vituperata GRANDE SERBIA ??? Ho avuto occasione di leggere i verbali del Tribunale e sapete una cosa: La cosiddetta accusa per la Grande Serbia e' stata derubricata dall'Accusatore perche' inconsistente. Come inconsistenti sono le accuse che vogliono solo i Serbi e unicamente loro gli unici responsabili della matanza. | ||
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Autore: Luigi | Data e ora: 19.10.2006 20:06 |
| (continuazione) | ||
| Gli anni '90 sono passati, e serve un'analisi più accurata e profonda della questione jugoslava; ho dei dubbi sulla tua capacità di esserne autore. | ||
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Autore: Luigi | Data e ora: 19.10.2006 20:05 |
| per Casimiro e Enzo | ||
| Casimiro: ti sei difeso bene, a maggior ragione non capisco certe tue interpretazioni...vabbè,liberissimo. Enzo: la storia non è un'opinione, ma la tua sì, e in quanto tale suscettibilissima di disaccordo da parte di chi quella stessa storia la conosce bene quanto te, e semplicemente assume una chiave di lettura diversa. La tua mette i serbi al centro della responsabilità; non deve essere necessariamente così. Per me, ad esempio, non lo è. Mi pare un po' arrogante elevare il tuo pensiero la al rango di verità obiettiva e dare ad Andrea del ragazzino, francamente. Poi: per "smontare pacificamente la jugoslavia" (grande barzelletta; e poi in fondo CHI la voleva smontare?!) mancavano i presupposti. Uno di essi (tanti), il fatto che fuori dai confini della serbia vivessero due milioni e passa di serbi (e la JNA,coincidentemente,era un esercito molto forte). Non sei tu stesso che ci ricordi quanti albanesi (contestabile la "metà"...) rimasero fuori dall'Albania nel 1913? E poi: sicuro che tutte le tue fonti siano così attendibili? Uno involontariamente seleziona le proprie letture, e interpreta le cose un po' come preferisce farlo, anche a seconda della propria indole. Penso a questa tua ossessione per l'individuazione DEL colpevole, DEL responsabile. Ciò è assai sbrigativo (oltre che un po' morboso, direi...). E semplicistico tanto quanto il "tutti e nessun colpevole". Mi dispiace, ma limitarsi a dire "è colpa dei serbi" è scontato. Troppo. Gli anni '90 sono passati, e serve u | ||
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Autore: enzo | Data e ora: 19.10.2006 13:34 |
| se si parla di storia bisogna prima di tutto conoscerla | ||
| Il collaborazionismo tra i kosovari ebbe grosso modo le stesse dimensioni come altrove in Europa, (p.es. Nedic in Serbia) con una componente antiserba/antijugoslava facilmente comprensibile, che è causa del tiepido atteggiamento verso la resistenza comunista jugoslava (è necessario un approfondimento sulla storia del Kosovo 1913-1941, altrimenti si continua a parlare a vanvera). I quisling albanesi alleati di Hitler non rimasero sul posto ad aspettare la vendetta dei partigiani jugoslavi, la rappresaglia serba/jugoslava si abbatté, come sempre accade, sui civili inermi. Inoltre, la “pacificazione” del Kosovo venne fatta dai partigiani albanesi di Enver Hoxha dietro richiesta pressante di Tito (è chiaro con quale scopo), il quale, una volta “debellate” le ultime resistenze, ordinò, “in nome della solidarietà dei popoli nella lotta contro il fascismo” che le truppe albanesi sgombrassero per lasciare il posto all’esercito jugoslavo che finì il lavoro. P.c. a chi si attesta a storico esperto: i discendenti dei “quisling” albanesi kosovari non confluirono nell’UCK, il cui nucleo fu formato da gruppi di estrema sinistra rivoluzionaria kosovara, ma nel LDK di Rugova, classico partito di centrodestra, di indiscutibile tradizione pacifista, popolare e pluralista, che anche in seguito alla frammentazione del quadro politico kosovaro continua a godere di un largo consenso popolare (ogni confronto con l’attuale situazione politica in Serbia è del tutto improponibile). | ||
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Autore: Debadik | Data e ora: 19.10.2006 13:03 |
| Orientalismo | ||
| Ma andrea tu che dici che il Kosovo è un inferno per i serbi e per i cosidetti "non purosangue albanesi" ma ci sei mai stato? Hai mai vissuto anche per pochi giorni nella realtà di quel paese hai mai parlato con gente dell'luogo o dell'area in generale? Se no (io credo da ciò che scrivi che non ci hai mai messo piede) non dire cavolate e non fare come molti occidentali che siccome non hanno niente da fare sono affascinati dall'orientalismo, si deffiniscono esperti e scrivono a vanvera basandosi solo su alcuni fatti che leggono su internet o sui giornali mentre chiudono gli occhi alla vera realtà del posto. | ||
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Autore: Casimiro | Data e ora: 19.10.2006 12:02 |
| x Andrea | ||
| E' vero quello che dici "Sconfitto il nazi-fascismo l'armata popolare yugoslava dovette continuare ancora un paio d'anni per debellare definitivamente in Kosovo le ultime resistenze dei quisling nazisti albanesi alleati di Hitler. Quelli stessi che hanno ora in mano le sorti del Kosovo che e' un vero inferno non solo per i Serbi ma anche per i non purosangue Albanesi..." Appunto, vedi che succede con le colonie? Gli italiani erano nemici dei serbi. Ma ci fu anche una resistenza cossovara durante l'occupazione italiana: il Bali Kombetar. L'equivalente dei cetnici serbi. Entrambi però, con l'inizio della resistenza partigiana comunista , essendo entrambi agli antipodi ideologici, passarono al collaborazionismo. Anche fra gli Arabi i nazisti trovarono alleati, perchè nemici dei nemici. Nel caso Kosovo i nemici erano i serbi, nel caso arabo gli inglesi. Tutto per l'annessione mai accettata al Regno di Serbia nel 1913... | ||
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