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Morte di una prima donna slovena, Brina Svit, Zandonai editore A concorrere al titolo di “Slovena del 2000”, indetto dalla rivista “Petronius”, c’è anche Lea Kralj, una cantante lirica di successo. A candidarla è un giovane giornalista francese, omosessuale, che negli ultimi anni ha accompagnato la primadonna nelle sue tournée, fra teatri, anonime stanze d’albergo e luoghi d’infanzia. Le piccole tessere del mosaico che il narratore-accompagnatore pazientemente ricompone attraverso minimi dettagli e schegge d’esistenza quotidiana ci restituiscono la storia di Lea, figura ombrosa e inquietante, la cui vita sembra sempre sul punto di incrinarsi, e di amori consumati in fretta e volutamente ancillari, fino al sorgere di un insolito, incandescente ménage à trois. Un altro amore, lontano e sfuggente, si intravede sullo sfondo e resiste allo scorrere del tempo: quello per la sua terra d’origine, la Slovenia. La scrittura di Brina Svit, sobria e al tempo stesso avvolgente, procede con ritmo sostenuto grazie a frasi brevi e dialoghi serrati, che tuttavia non escludono un linguaggio appassionato, a tratti lirico. Il romanzo si nutre di sguardi che, quasi fossero gettati da dietro le quinte, scrutano alcuni segreti frammenti della vita dei protagonisti. È un testo che cattura anche in forza dei numerosi, e mai pedanti, riferimenti al mondo dell’Opera e della letteratura, e delle descrizioni ‑ quasi brevi note di viaggio ‑ di Madrid, Parigi, Milano e della stessa Slovenia, terra a noi così vicina, eppure tanto sconosciuta. Brina Svit, nata in Slovenia negli anni cinquanta, da molto tempo vive e lavora a Parigi. Giornalista, critica letteraria, sceneggiatrice, autrice di cortometraggi, ha all’attivo cinque romanzi, alcuni dei quali tradotti in francese, tedesco e inglese. "Mort d’une prima donna slovène", pubblicato in Francia da Gallimard, è stato un grande successo di pubblico e di critica, e ha spinto la prestigiosa casa editrice francese a pubblicare lo scorso anno anche il suo ultimo romanzo, "Un cœur de trop", inserendolo nella celebre “Collection Blanche”. Morte di una primadonna slovena è la sua prima opera tradotta in italiano. www.zandonaieditore.it
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