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Le sfide della dilpomazia internazionale, Stefano Cera, Led editore 2006 Come si sviluppano i conflitti nell’arena della politica internazionale? E quali sono i meccanismi e le dinamiche che determinano la loro escalation? Esistono modalità "alternative" (all’uso della forza) per la loro risoluzione? E quali spazi ci sono per l’intervento della comunità internazionale? Queste sono alcune delle domande rispetto alle quali il volume cerca di fornire spunti di riflessione e risposte, attraverso la "lettura" dal punto di vista storico e la "rilettura" secondo le teorie e le tecniche della trasformazione dei conflitti, di due importanti crisi degli ultimi anni: il conflitto nel Darfur e la guerra in Cecenia. Il conflitto nella regione occidentale del Sudan viene conosciuto a livello internazionale solo a partire dal 2003 (è stato definito "il disastro umanitario più grave del mondo"). In realtà esso è la conseguenza di una dinamica che si protrae da molto tempo e che ancora nasconde aspetti controversi sul ruolo dei protagonisti (il governo di Khartoum, le milizie arabe dei janjaweed, i movimenti di opposizione), anche rispetto alle prospettive negoziali in vista di una soluzione alternativa. Il conflitto in Cecenia segue parimenti una dinamica storica (le secolari tensioni tra russi e ceceni) e costituisce un tratto caratteristico della regione caucasica. Esso raggiunge il culmine dell’escalation dopo la fine dell’Unione Sovietica. In questo quadro sono avvenuti negli ultimi anni due sequestri che hanno segnato la svolta nel conflitto: quello del teatro Dubrovka a Mosca (ottobre 2002) e quello della scuola di Beslan (settembre 2004).
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