La libertà di stampa è ancora un principio represso in molti regimi autoritari e antidemocratici e nelle difficoltà compare un mondo importante per la libera informazione, il blog
Lo scorso 3 maggio si è celebrata alle Nazioni Unite la giornata mondiale della libertà di stampa. Nel mondo, dal 1 gennaio 1992 al 4 aprile 2008, sono stati uccisi 685 giornalisti.
Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon nella circostanza ha pronunciato parole importanti “gli attacchi contro la libertà di stampa sono attacchi contro il diritto internazionale, contro l’umanità, contro la libertà in generale, contro tutto quello che le Nazioni Unite rappresentano. Una stampa libera, indipendente e al riparo dal pericolo è in sé uno dei fondamenti della democrazia e della pace”. La risoluzione 1738 approvata dal Consiglio di Sicurezza nel dicembre 2006 rappresenta sicuramente un passo importante nell'impegno dell'ONU in favore della protezione dell'incolumità dei giornalisti nelle aeree di crisi ma non basta.
La criticità del lavoro del giornalista si manifesta non solo nel rischio di raccontare i conflitti ma anche nel rischio di raccontare le forme della società civile e politica, scontrandosi con i poteri consolidati e mettendo in pericolo vita o carriera.
L'organizzazione internazionale Reporter Senza Frontiere in occasione del 3 maggio ha diffuso il suo Rapporto e indicato ben 39 “predatori della libertà di stampa”. Tra questi figurano Ilham Aliev Presidente dell'Azerbaijan e il Presidente russo uscente Vladimir Putin.
Nel Rapporto si legge che negli ultimi anni in Azerbaijan sono aumentati gli attacchi diretti ai giornalisti che vengono spesso condannati a lunghi periodi di detenzione dopo processi sommari e iniqui.
L'appuntamento elettorale previsto nell'autunno 2008 sarà quindi terreno di prova riguardo al rispetto della libertà di espressione come richiesto dalla comunità internazionale.
Nella lista compare il Presidente russo uscente Vladimir Putin che attraverso il sostegno del colosso energetico Gazprom si è assicurato il controllo dei mezzi di informazione. Dal marzo 2000 quando Putin salì al potere, sono stati uccisi 18 giornalisti e tra questi Anna Politkovskaja, reporter della Novaya Gazeta che con i suoi articoli ha apertamente criticato la politica russa in Cecenia. Le dichiarazioni del nuovo Presidente russo Medvedev al momento non sciolgono i dubbi circa il suo impegno a favore di una stampa libera.
In Russia così come nel resto del mondo spicca il dato relativo all'impunità di questi omicidi che raggiunge l'88,5%.
In questo quadro preoccupante si evidenzia tuttavia un mondo tutto particolare ma molto importante per la libera informazione rappresentato dai blog, un luogo dove le notizie spesso sconosciute al grande pubblico o censurate prendono corpo e diventano di pubblico dominio.
Un esempio dell'importanza di questo fenomeno si è avuto in occasione della dichiarazione dello stato di emergenza in Armenia, durante i 20 giorni in cui alla stampa, su ordine del Presidente uscente Kocaryan è stata imposta la censura. Da quel momento il dibattito politico si è concentrato su blog e reti sociali.
Anche se i blog riportavano la nota del silenzio obbligato degli organi di stampa, in modo spesso provocatorio come nel blog di Shushan Harutyunyan : “un minuto al giorno di rispettoso silenzio x 20 giorni”, i lettori sono diventati protagonisti postando i loro commenti e raccontando così in tempo reale ciò che avveniva nel Paese. Molti, tramite i blog, si sono scambiati informazioni anche relative a parenti e persone scomparse durante i disordini.
In quel periodo in Armenia è stato chiuso anche il sito di “YouTube” in seguito alla pubblicazione di un video-clip che riprendeva la polizia durante la notte del 1 ° marzo nell'atto di sparare in direzione dei manifestanti e non in aria.
Gli utenti di internet hanno però aggirato l'ostacolo e diffuso il materiale video tramite appositi proxy server cioè servizi che permettono una navigazione anonima.
In concomitanza con gli sviluppi politici interni proprio dal marzo scorso in Armenia sono apparsi nuovi blog.
Azione di protesta di "Hima"
movimento giovanile armeno
appartenente alla blogsfera
Il blog "Zbosank" è stato creato durante il giorno della “marcia politica” lungo la Nord Avenue e successivamente il blog “Matyan” è nato per dare spazio alle istanze di scarcerazione dei prigionieri politici.
La libertà di stampa e informazione, ammessa e riconosciuta sul piano del diritto internazionale, è ancora un principio represso in molti regimi autoritari e antidemocratici che, sulla censura e sul controllo del consenso, regolano la propria sopravvivenza. La situazione è ben chiara anche a Ban Ki-Moon che nel suo discorso alle Nazioni Unite dichiara “Ai nostri giorni, un numero crescente di persone acquisisce mezzi che permettono di raggiungere un vasto pubblico e di stabilire un contatto con le popolazioni. Ma troppo spesso, si scontrano con avversari che tentano di restringere, negare o impedire la circolazione di informazioni e di idee”.