Balcani Cooperazione Osservatorio Caucaso
martedì 02 dicembre 2008 00:44

 

Xmemoria (luogo della memoria)

22.04.2002   

Immagini e performances su guerra e memoria

Nella sezione Xmemoria confluiscono e si contaminano le diverse esperienze di gruppi teatrali, musicisti, fotoreporter, videomakers, che propongono una rielaborazione artistica della guerra e dei suoi luoghi. Il risultato è una risposta creativa in grado di aprirsi come uno sguardo critico sui conflitti della contemporaneità.
Che cosa delle nuove guerre internazionali è stato esportato nelle coscienze dei popoli europei?Dove si nascondono le linee che dividono la memoria?
La sezione Xmemoria prevede anche laboratori multimediali con immagini, testi, video e documenti d¹Archivio, rivolti agli studenti delle scuole superiori. Si tratta di un percorso nel mondo della memoria che, partendo da un lavoro individuale sul proprio bagaglio mnemonico, prosegue con "Oltre il muro" e "Shota", portando i giovani alla presa di coscienza di una memoria collettiva e storica.
La sezione Xmemoria nasce dall’incontro di Xpò con l’Associazione Scarlattine, portatrice di un’esperienza molto forte di teatro in zona di guerra.
Per due anni (1999-2001) "Scarlattine" ha realizzato laboratori teatrali con le comunità kosovare, collaborando con il Teatro Nazionale del Kosovo e il Teatro Sperimentale Dodona di Pristina.
PROGRAMMA
Dal 22 al 25 aprile – ore 21.00"OLTRE IL MURO"
Immagini di Livio SenigalliesiPerformance di e con Agnese Bocchi, Giulietta Debernardi, Anna Fascendini, Luca Cusani, e Michele Losi
Evento principale della sezione Xmemoria, "Oltre il muro" è una mostra fotografica-spettacolo dove i performer interagiscono con immagini e percorsi teatrali sulla guerra e sulla resistenza umana alla guerra.
E' la storia delle nuove barriere edificate dopo la caduta del muro di Berlino, la storia dei Balcani, come paradigma per il mondo dopo l'11 settembre. Memoria, ricordo di quanto è accaduto in passato, in un tempo non così lontano, però.
Fatti ed eventi che si ripercuotono sulla storia attuale.La rappresentazione è fatta di contaminazione di generi, un'esperienza composita dove confluiscono l'analisi storica, la ricerca teatrale e il reportage fotografico.
Oltre il muro sono immagini del fotoreporter di guerra Livio Senigalliesi.
22 aprile – ore 22.30
“UNA FOSSA NELL'ARIA”di e con Anna Rouchat
"Una fossa nell'aria" è un montaggio di testi sulla Shoah, a partire dal diario di un testimone privilegiato, Victor Klemperer, professore di cultura europea e origini ebraiche, residente in Germania, che si salvò dall'olocausto in seguito al matrimonio con una donna ariana e alla sua conversione alla fede protestante. I documenti da lui lasciati sono la prima grande testimonianza della tragedia tedesca raccontata dall'interno da un ebreo che scruta il presente con occhio vigile e animato dalla ferma volontà di capire e di lasciare ai posteri un documento capace di colmare nel dettaglio le inevitabili lacune delle sintesi storiche.
Il senso di questo testo composito è anche quello di permetterci di capire che nella letteratura, man mano che il tempo ci separa dagli eventi, sempre più la Shoa assume il valore di un di un paradigma che va oltre la contrapposizione vittima-carnefice ma si configura invece come lo schema della mentalità occidentale nella situazione di conflitto. Uno schema che ancora oggi si ripete tragicamente nei genocidi del presente.
Interpreti: Anna Rouchat, Bruno Cerutti, Franca GrazianoMusica e canto dal vivo: gruppo AL3ALI di Mariano Nocito e Gianni Mimmo
Regia: Anna Rouchat
Dal 23 al 25 aprile – ore 22.30SHOTA - DONNE SERBE, ALBANESI, BOSNIACHE E ROM: STRATEGIE DI RESISTENZA QUOTIDIANA
di e con Soledad Nicolazzi
In quanti modi diversi l'esperienza della guerra influisce sulla propria esistenza? Lo racconta Shota, una raccolta di storie di donne serbe, albanesi, bosniache, rom “donne e profughe, fisicamente o psicologicamente lontane da casa".
Sono storie di strategie di resistenza quotidiana, che partono dall'esigenza di raccontare.Per molte donne del Kosovo, l'emigrazione, la morte di parenti stretti, l'improvviso contatto con il mondo degli "aiuti internazionali" hanno creato le condizioni per un cambiamento improvviso di ruolo.
In una società - quella albanese -in cui è ancora in vigore il "Kanun", codice d'onore medievale- le donne hanno dovuto indossare i "panni" maschili: prendere le decisioni importanti, lavorare. Proprio come Shota che, racconta la leggenda, morto il suo compagno, si mette i suoi vestiti e prende il suo posto.
Per altre, la guerra ha significato una resistenza ossessiva, un aggrapparsi ciecamente ad un'idea: la propria terra, la propria casa, la propria origine. O il non avere da mangiare e il desiderare che i propri figli spariscano, si trasformino in corvi, come nei racconti antichi, come le migliaia di corvi che la sera invadono la città di Pristina, in Kosovo (traduzione letterale: terra di corvi).
Ma guerra significa anche deportazione in campi di detenzione o essere vittima di stupro: nel 1993 in Bosnia furono ventimila. Molte cercarono di abortire, o rifiutarono il bambino: come in alcune fiabe popolari balcaniche, in cui la protagonista partorisce un cane, che sopprime, o abbandona il più presto possibile. Qualcuna, infine, emigra, perché non ce la fa più, perché spera di cambiare vita. Quelle che riescono ad arrivare in Italia possiamo anche incontrarle: basta andare in un "centro di accoglienza" o in un "campo nomadi", alle periferie delle grandi città.
Testo: Soledad NicolazziInterpreti: Soledad Nicolazzi, Dalia Padoa
Materiale fotografico: Andrea Balossi e Filippo Podestà, Associazione "Altrimenti" di MilanoRegia: Dalia Padoa
Ufficio Informazioni e prenotazioni:
Associazione Xpò
Tel. 02 57404540 - Cell. 338 3727359E-mail: xpo.prenotazioni@libero.it
Prenotazioni a partire dal 18 marzo (tutti i giorni 16.30 - 19.30)Ingresso a tutti gli spettacoli con tessera Associazione Xpò: 1 Euro
Prezzo biglietto spettacoli: 10,50 Euro.

per il lettore