Violenza, politica, diritti umani nei Balcani: sguardi di donne
26.03.2004
Incontro nell’ambito della programmazione “Marzo Donna” del Comune di Venezia
L’iniziativa fa parte del programma di iniziative culturali del Centro Donna Multiculturale e Multimediale.
Lo abbiamo pensato alcuni mesi fa, riflettendo su come negli ultimi anni, nonostante il permanere di tensioni ed il rinvigorirsi di nazionalismi, i riflettori dei media si fossero spenti sull´area balcanica.
Da qui il desiderio di discuterne con Nadezda Radovic, Vedrana Rudan e Tijana Djerkovic, tre importanti intellettuali e attiviste che in quei paesi operano e provengono.
Poi, nelle ultime settimane, il riesplodere della violenza e della violenza in Serbia ed in Kossovo ci hanno riportato indietro nel tempo, mettendo nuovamente in luce l´inadeguatezza delle scelte politiche operate nell´ultimo decennio dalla comunita´internazionale.
Il diritto alla vita senza violenza
La violenza è un argomento inevitabile quando si parla della drammatica situazione attuale e della storia recente dei Balcani. Si manifesta a diversi livelli e in varie forme. Con le nostre ospiti, partendo dalle loro diverse esperienze di vita parleremo ed analizzeremo il tema della violenza da diverse prospettive.
Nel suo ultimo libro «Alisija», Nadežda Radovie#263; ha portato alla luce del giorno il caso di sex traffiking nel quale sono stati coinvolti i personaggi della vita pubblica del Montenegro. Parlando pubblicamente di una donna-schiava ha toccato i vertici del potere del paese diventando lei stessa una «vittima» delle istituzioni statali che non si sono ancora allontanate dalla logica della subordinazione al più forte nella gestione della «giustizia». Gli anni del suo attivismo nella lotta per i diritti umani femminili dimostrano che questo genere di lotta è ancora un azione pericolosa nei Balcani.
Tijana e#272;erkovie#263; parlerà della «violenza internazionale». Attraverso il prisma dell'esperienza di una donna, della quale il paese viene bombardato dall'alleanza di altri paesi, ci parla delle ingiustizie e follie di ciò che lei definisce agressione umanitaria. Ci ricorda che il personale è anche politico, e che la distinzione tra i due elementi fa parte dei giochi politici maschili.
Vedrana Rudan parlerà della violenza domestica osservandola dalla prospettiva della vittima e permettendoci di vedere l'invisibile, quello che i secoli di patriarcato ha sistematicamente nascosto. Il suo linguaggio è tagliente, sincero, liberatorio. Lei fa crollare i muri delle case che ormai tradizionalmente nascondono le verità delle donne, le verità che metterebbero a repentaglio la posizione sociale dell’uomo che regna nel terrore della sfera “privata”. La sua donna concepisce che la violenza, anche se accade tra le quattro mura, è un problema sociale e il silenzio è il suo complice.
Argomenti che verranno trattati nell'incontro
- Considerazioni, analisi e proposte sulla ripresa degli scontri interetnici in Kossovo.
- Diritti umani delle donne nei Balcani.
- Posizione della vittima: è possibile confinare e precisare chi è in realtà la vittima?
- La libertà d’espressione e di parola scritta.
- La libertà d’espressione “pubblica” in assenza di istituzioni che tutelino tale diritto alle donne.
- La provocazione come elemento importante nella lotta per i diritti umani.
- Esiste una posizione “femminile” per la soluzione politica dei conflitti nei balcani?
PROGRAMMA Saluto di apertura Loredana Aurelio Celegato, Assessora alla cittadinanza delle Donne e Cultura delle differenze del Comune di Venezia
Introduzione Maria Sangiuliano, responsabile del progetto Centro Donna Multiculturale
Vesna Jaric, animatrice interculturale area Serbo_Croata, Centro Donna Multiculturale
Interventi Nadežda Radovie#263; (Serbia), scrittrice, giornalista, fondatrice della Lobby delle Donne di Belgrado
Tijana e#272;erkovie#263; (Serbia), scrittrice, giornalista della rivista Limes
Vedrana Rudan (Croazia), giornalista dei settimanali nazionali croati National e Feral Tribune, scrittrice
Info:
Centro Donna del Comune di Venezia
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