Balcani Cooperazione Osservatorio Caucaso
martedì 14 ottobre 2008 07:26

 
2020
Mafie
05.04.2005   [Artan Puto]   Piramidi finanziarie. Una frode colossale attraverso la quale erano stati derubati, tra il 1996 ed il 1997, migliaia di risparmiatori albanesi. Ora, in seguito a nuovi elementi emersi, si ritorna a parlarne. All'orizzonte le elezioni parlamentari della prossima estate
Immagine: Piramidi

02.03.2005   Con la designazione del nuovo Primo Ministro della Republika Srpska, Pero Bukejlovic, il Partito Democratico Serbo (SDS) fondato da Karadzic torna ad occupare tutte le principali posizioni di governo dei Serbi in Bosnia Erzegovina. L'isolamento internazionale, le accuse di nepotismo, crimine e corruzione

28.02.2005   Omicidi politici, conti da regolare, faide tra famiglie. E' un panorama drammatico quello descritto da IWPR in quest'inchiesta sulla violenza nella regione di Peja, Kosovo occidentale. Ed una sensazione generale: che chi compie crimini resti impunito
Immagine: Dettaglio

14.02.2005   Migliaia di case vendute da un’agenzia statale croata all’insaputa dei legittimi proprietari, profughi in Serbia. Una variazione criminal-affaristica sul tema della pulizia etnica, che potrebbe mettere a rischio il percorso europeo della Croazia. Il caso della famiglia Dupor raccontato dal quotidiano britannico The Independent. Profughi di cui nessuno vuol sentire parlare

25.01.2005   La Corte di Cassazione italiana ha negato la immunità diplomatica al Primo Ministro Djukanovic, indagato dalle Procure di Napoli e Bari per il traffico di sigarette tra le due sponde dell'Adriatico. I riflessi della decisione della Corte italiana nella stampa montenegrina alla luce del dispositivo della sentenza, che non considera la repubblica un Paese sovrano
Immagine: Milo Djukanovic

13.01.2005   Bombe, sparatorie, sequestri, racket, droga, compravendita di armi sul mercato nero. Sono queste, secondo il settimanale sarajevese Dani, le cose che i Bosniaci ricorderanno dell’anno appena trascorso. Insieme alla sfida calcistica contro la Serbia Montenegro, terminata “alla Dayton”, senza vincitori. La criminalità organizzata sarebbe l’unica attività in crescita nel Paese
Immagine: La foto di copertina di DANI del 31 12 04

28.12.2004   Pubblichiamo la seconda parte del commento "Cosa è stata per noi la SFOR", nel quale il settimanale sarajevese Dani ha ricordato gli otto anni della presenza della Forza di Stabilizzazione a guida Nato nel Paese, visti dalla parte dei Bosniaci
Immagine: Militari tedeschi della SFOR

15.12.2004   [Jadranka Gilić]   A distanza di parecchio tempo riaffiora il caso di trafficking della ragazza moldava S.Č.. Una commissione governativa accusa alti funzionari del Ministero dell’Interno e la comunità internazionale di aver costruito lo scandalo che vide coinvolti uomini dell'amministrazione statale

14.12.2004   [Risto Karajkov]   Nonostante sia stata spesso tratteggiata come un'oasi di pace e tranquillità, la Macedonia oggi si trova a dover combattere contro una diffusa microcriminalità, contro i traffici illeciti e quelli internazionali
Immagine: Dilaver Bojku Leku, re del trafficking

09.12.2004   Il 2 dicembre scorso, una cerimonia a Sarajevo ha segnato il passaggio ufficiale di consegne in Bosnia Erzegovina dalla missione militare Nato (SFOR) a quella guidata dalla Unione Europea (EUFOR). La lotta alla criminalità organizzata, da molti percepita oggi come il problema principale del Paese, sembra tuttavia restare in secondo piano. Pubblichiamo l’inchiesta realizzata dall’Institute for War and Peace Reporting
Immagine: L'omicidio Leutar, Sarajevo, 1998

02.12.2004   Il ministero dell’interno serbo ha smentito la notizia circa l’attentato al presidente Boris Tadić. Si sarebbe trattato di un banale incidente stradale con un addetto alla sicurezza dell’Ambasciata americana a Belgrado
Immagine: Boris Tadic

01.12.2004   Scampato ieri sera ad un attentato il presidente serbo Boris Tadić. Nessuna ferita, molto spavento. Riportiamo le poche notizie per ora disponibili relative all’accaduto
Immagine: Boris Tadic

23.11.2004   Una squadra di giornalisti del settimanale di Sarajevo DANI ha condotto un’inchiesta per cercare di capire chi sono i boss mafiosi presenti sul territorio della BiH. Tra le dicerie e le informazioni ufficiali si scopre una rete transnazionale di traffici illeciti.
Immagine: Copertina del settimanale DANI, 19.11.04

12.11.2004   La morte di Olene P., ucraina, scatena in Bosnia Erzegovina la paura per l’Aids e le malattie sessualmente trasmesse. In pochi si interrogano sulla realtà del trafficking e dello sfruttamento di donne e minori nel Paese. Una riflessione da Sarajevo di Valentina Pellizzer (Unimondo/South East Europe)

08.11.2004   [Drago Hedl]   Il Ministero degli Esteri coinvolto nell’ennesimo scandalo finanziario. Incerta la reazione del Premier Sanader, mentre il Paese è in piena campagna elettorale per le presidenziali, previste per il 2 gennaio. La cronaca dei fatti dal nostro corrispondente
Immagine: Miomir Žužul

27.10.2004   [Drago Hedl]   Secondo le statistiche ufficiali, nel Paese aumentano eroina e dipendenze. Nascono le comunità di recupero. La storia di un tossicodipendente diventato prete, e della associazione italiana “Cenacolo”
Immagine: Heroin

14.10.2004   [Indrit Maraku]   Varata di recente la nuova legge antimafia, creata sul modello di quella italiana rappresenta un passo necessario per combattere un fenomeno che sta aumentando di dimensioni in maniera considerevole. Secondo indagini internazionali sarebbero 15 le famiglie mafiose albanesi
Immagine: Una scena del film Il Padrino

23.08.2004   [Tanya Mangalakova]   Uno scandalo ha caratterizzato la vigilia olimpica della Bulgaria. Ivan Slavkov, esponente di spicco delle autorità sportive bulgare e membro del CIO, è stato accusato di corruzione. Intanto migliaia di cittadini greci in Bulgaria per fare la spesa.
Immagine: Il ginnasta Jordan Jovtchev

17.08.2004   [Indrit Maraku]   Una serie di delitti consumati all’interno delle mura domestiche lascia nello sgomento la società albanese. I commentatori puntano il dito sulla crisi delle istituzioni famigliari e sullo stato di precarietà nel quale è entrato il Paese dopo il comunismo
Immagine: (Poison Ivy, da Nébulapole)

17.08.2004   [Drago Hedl]   Era un criminale di guerra. Ora i cittadini di Sveti Rok, insieme ad esponenti della diaspora croata, gli hanno dedicato un monumento. Chiesa e Governo mantengono una posizione ambigua. Presto un monumento anche ad Ante Pavelić?
Immagine: Da sinistra: Pavelić, Hitler, Goering

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