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martedì 06 gennaio 2009 14:05

 
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Politica
31.01.2005   Resi noti i dettagli dell’acquisizione da parte di Deutsche Telekom del 51% della telefonia croata. Zagabria ha rinunciato ad essere rappresentata nel consiglio di amministrazione e ha ceduto il diritto di prelazione sulle vendite della restante quota azionaria. Da parte tedesca pochi investimenti, molti licenziamenti. La nuova Telecom intanto mantiene una posizione di monopolio e di alte tariffe

28.01.2005   [Fabio Salomoni]   Cresce nel Paese il sentimento antiamericano, per la crescente instabilità regionale, la preoccupazione per le sorti della minoranza turca e i continui attacchi ai convogli. 30.000 cittadini iracheni voteranno in Turchia. La tensione tra Kurdi e Turkmeni e il referendum dei Kurdi iracheni per l’indipendenza. I movimenti di popolazione nell’Iraq del nord e il latente confronto Usa-Iran

28.01.2005   In Bosnia Erzegovina, nazionalismo ed estremismo religioso continuano a confondersi e a prosperare. Alcuni intellettuali musulmani di Sarajevo proclamano «un rinnovamento della civiltà islamico-ottomana», mentre i matrimoni interconfessionali diventano sempre più rari. Concludiamo con questo commento del sarajevese Oslobodjenje la analisi sui recenti fatti relativi all'antisemitismo
Immagine: La moschea di Re Fahd, Sarajevo

27.01.2005   Dopo le inquietanti dichiarazioni negazioniste e antisemite apparse sulla rivista della gioventù islamica SAFF e sulla Televisione Alfa di Sarajevo, cala un assordante silenzio nel Paese che per primo in Europa ha visto ripetersi l'orrore dei campi di concentramento. Nella giornata della memoria, pubblichiamo un commento su questa vicenda da parte del settimanale Feral Tribune
Immagine: 27 gennaio 2005, giornata della memoria

26.01.2005   Sul periodico della gioventù musulmana, SAFF, trova spazio un articolo negazionista dell'Olocausto. Interventi antisemiti su RTV Alfa di Sarajevo. La reazione ferma del Comitato Helsinki per i Diritti Umani. Il commento di Jakob Finci, presidente della Comunità Ebraica Bosniaca. Dopo il nazionalismo e la guerra, in Bosnia Erzegovina sta crescendo l'antisemitismo?
Immagine: Sarajevo, la sinagoga

25.01.2005   La Corte di Cassazione italiana ha negato la immunità diplomatica al Primo Ministro Djukanovic, indagato dalle Procure di Napoli e Bari per il traffico di sigarette tra le due sponde dell'Adriatico. I riflessi della decisione della Corte italiana nella stampa montenegrina alla luce del dispositivo della sentenza, che non considera la repubblica un Paese sovrano
Immagine: Milo Djukanovic

25.01.2005   [Alma Lama]   Mentre nel resto dei Balcani si assiste ad una certa rinascita di una destra estrema in Kosovo questo non avviene. Il panorama politico, fortemente condizionato dal nazionalismo, non rientra nelle tradizionali categorie destra-sinistra. Nessun movimento politico si rifà a fascismo e nazismo se non per ricordare, a volte, gli "anni d'oro" dell'occupazione tedesca durante la II guerra mondiale quando il Kosovo venne ricongiunto all'Albania.
Immagine: Bandiera Kosovo

25.01.2005   [Biserka Ivanović]   E' il quinto Rappresentante di Kofi Annan chiamato ad amministrare il Kossovo. Biserka Ivanovic, nostra collaboratrice da Pristina, ci fornisce un quadro dei suoi primi 5 mesi in Kosovo. Nonostante i fallimenti nel convincere i serbi a votare alle ultime elezioni un primo risultato lo ha già raggiunto: ha ritrovato la fiducia dei kossovari.
Immagine: Soeren Jessen-Petersen - B92

24.01.2005   Crescono le preoccupazioni nella Serbia del sud all’approssimarsi dei colloqui sullo status definitivo del Kossovo. Con la riforma del proprio esercito, necessaria per conformarsi agli standard Nato, Belgrado progetta un Comando Unificato nell’area a maggioranza albanese di Presevo e Bujanovac. Le reazioni nella zona, all’indomani dell’incidente che è costato la vita ad un giovane Albanese

24.01.2005   [Danijela Nenadić]   Oltre al noto Partito radicale serbo, il cui presidente si trova in cella nel carcere di Scheveningen accusato di crimini di guerra dal TPI dell'Aia, in Serbia esiste un sottobosco di movimenti e militanti dell'estrema destra, che, per quanto in numero esiguo, possono rappresentare una minaccia per la società. Vediamo chi sono
Immagine: Manifesto di 'Obraz' per la campagna a favore di Radovan Karadzic

21.01.2005   Krstina Blecic, cittadina di Zara di origine montenegrina, lotta per riottenere la propria abitazione, persa durante la guerra. Il suo caso è all’esame della Corte di Strasburgo. La pronuncia di primo grado non soddisfa i gruppi per i diritti umani che sostengono il suo ricorso. La posizione di Massimo Moratti, dell’ICHR. Il legame con la situazione in Republika Srpska, l’importanza di questo caso simbolo
Immagine: La Corte Europea per i Diritti dell'Uomo

21.01.2005   Dopo le dimissioni di Dragan Mikerevic, il presidente della RS Cavic nomina Pero Bukejlovic (SDS) Primo Ministro dell’Entità serba di Bosnia. La crisi si protrae. La unificazione delle forze di sicurezza e di difesa, insieme alla consegna dei latitanti, restano i maggiori ostacoli nel confronto aperto tra comunità internazionale e autorità serbo bosniache. Nuovo ultimatum per il mese di aprile
Immagine: Paddy Ashdown

18.01.2005   La storia di Oslobodjenje, da giornale simbolo della lotta antinazista durante la seconda guerra mondiale, e della resistenza di Sarajevo nella guerra recente, al tracollo economico. L’ascesa di Dnevni Avaz e delle testate “bosgnacche”. Lo stato della carta stampata in Bosnia Erzegovina oggi, dal socialismo al nazionalismo passando per le privatizzazioni
Immagine: Il palazzo di Oslobodjenje, uno dei simboli dell'assedio di Sarajevo

17.01.2005   [Drago Hedl]   I Croati riconfermano con il 66% dei voti il moderato Stjepan Mesić alla presidenza del Paese. La destra della Unione Democratico Croata (HDZ), guidata dal premier Ivo Sanader, perde dappertutto tranne che tra la diaspora. Discorso conciliante del neo presidente dopo una dura campagna elettorale. In aprile le amministrative. Una ong segnala che tra i Croati di Bosnia avrebbero votato anche i morti...
Immagine: Stjepan Mesić

17.01.2005   [Luka Zanoni]   Concluso il vecchio anno, all'apertura del nuovo la Serbia si trova ancora in grosse difficoltà. Pochi i passi avanti fatti dal Paese nel 2004, anzi molti di più sembrano proprio i passi indietro e i segnali di stagnazione. Recenti sondaggi testimoniano il pessimismo diffuso tra la popolazione, mentre dal versante internazionale piovono sanzioni e rapporti negativi, tasto dolente la collaborazione con il TPI dell'Aia
Immagine: Durante uno sciopero (foto Beta)

17.01.2005   [Biserka Ivanović]   La comunità serba del Kossovo non inizia l'anno tra i migliori auspici. Con il ricordo agli scontri di marzo sono in molti a temere che anche il 2005 venga segnato dalla violenza. Una paura su tutte: che l'eventuale estradizione del Primo ministro Ramush Haradinaj all'Aja sia la scintilla che faccia scoppiare il tutto.
Immagine: Pristina, di fronte allo "Ju program"

12.01.2005   In Vojvodina si fanno più insistenti le richieste di autonomia. Decentramento a favore delle comunità serbe del Kossovo? Perché non garantire lo stesso alla minoranza ungherese in Vojvodina?
Immagine: Il parlamento in Vojvodina

10.01.2005   [Drago Hedl]   Dimissioni del Ministro degli Esteri Žužul e del vice premier Hebrang. La candidata del partito di governo alle presidenziali ottiene solo il 20% dei voti. L’economia del Paese è ferma. Il premier, in difficoltà, annuncia una svolta. Assicuratosi l’ingresso in Europa, Sanader si appresta ad una coalizione con l'estrema destra del Partito Croato dei Diritti?
Immagine: Il logo del Partito Croato dei Diritti

03.01.2005   [Drago Hedl]   Solo il 51% dei Croati si è recato ieri alle urne per eleggere il presidente. Stipe Mesić manca di un soffio il rinnovo del mandato al primo turno. Il 16 gennaio dovrà affrontare la candidata dell'HDZ, Jadranka Kosor. Risultato strabiliante dell'outsider Boris Mikšić, uomo d'affari croato risiedente negli Stati Uniti. Elezioni regolari secondo gli osservatori della ong GONG
Immagine: Stjepan Mesić

30.12.2004   [Mihaela Iordache]   Dopo elezioni politiche e presidenziali che hanno messo in mostra una Romania profondamente divisa nasce il nuovo esecutivo. Molti i volti nuovi: tra questi giovani e uomini d’affari.
Immagine: Il primo ministro Calin Popescu Tariceanu

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